venerdì 10 aprile 2026

La città di acqua e vetro - Linda Ghio

La città di acqua e vetro

Autrice: Linda Ghio
edizione: Mondadori
pagine: 324

TRAMA
Venezia è divisa in due città che nulla sembrano avere in comune. Venezia Alta è tutta cieli limpidi, marmo bianco e vetri scintillanti. Venezia Bassa è perennemente intasata da una nebbia fangosa e dal fumo delle ciminiere che si insinua tra gli stretti vicoli. Se a Venezia Alta c'è eleganza e ricchezza, è nella Venezia Bassa che pulsa la vita... e la morte. Qualcuno (o qualcosa) sta uccidendo la gente di Sotto, disseminando le calli di cadaveri che si presentano avvizziti già a pochi minuti dal decesso, come prosciugati da ogni forza vitale. Inizialmente tutto sembra puntare il dito contro le lamie, misteriose donne dalla coda di serpente che vivono isolate nei canali del sestiere di Dorsoduro. Ma la realtà è molto più inquietante. A scoprirla sarà la detective Cornelia Furlan, aiutata da Stefano Rosin, un Signore di Notte, guardia scelta del Consiglio dei Dieci. Metà umano e metà lamia, in quanto sangue misto è disprezzato da entrambe le comunità. In una Venezia steampunk fantasmagorica e incredibilmente vivida, tra scienziati che sperano di riuscire a rianimare la materia morta e nani inventori alla ricerca dell'inafferrabile flogisto, soffiatori di vetro e consiglieri guerrafondai, riusciranno Cornelia e Stefano a catturare l'assassino, salvando Venezia Bassa e se stessi?

COSA NE PENSO

💙Mi è sembrato davvero di vederla, questa Venezia di ambientazione steampunk, immersa nella nebbia e nel fumo industriale e mi sono divertita a riconoscere rumori, oggetti e luoghi della Venezia vera. Ho trovato molto bella anche l’idea della divisione in città alta e bassa, ognuna con le sue caratteristiche e i suoi problemi sociali. Come mi ha intrigato molto anche, se appena accennata, la situazione politica della città e dei rapporti con gli altri stati.

💙La componente Steampunk si inserisce con discrezione, senza eccessi o esagerazioni. L’autrice mescola realtà e fantasia rendendo il tutto abbastanza coerente, ne esce una storia intrisa di alchimia e tecnologia fantasiosa, ma piena di riferimenti reali. Si vede che dietro c’è stata una minuziosa ricerca.

💙La trama è semplice ma ben costruita, la narrazione è molto vivace e ricca di azione; forse alcuni misteri si intuiscono troppo presto, ma tutto sommato il racconto è avventuroso e avvincente fino all’ultimo. 

💙I personaggi sono ben caratterizzati, mi sono piaciuti Sia Cornelia che Stefano ma, in particolare, ho adorato Giuseppe; spero che possano essere ulteriormente approfonditi nei prossimi libri. 

giovedì 9 aprile 2026

Pauline - Dumas Alexandre

Pauline
 
Autore: Alexandre Dumas
traduzione: Lorena Lombardi
edizione: ABEditore
pagine: 222

TRAMA
Pauline (1838) è uno dei primi romanzi scritti da Alexandre Dumas padre in cui lo scrittore utilizza numerosi temi, ambientazioni ed espedienti propri ai testi gotici che in quello stesso periodo divennero molto popolari in Inghilterra e in Germania. Pagina dopo pagina ci si imbatte così in un castello in rovina, tra fitti boschi e sentieri perduti, in spietati banditi, in un’eroina quasi sepolta viva, in un’inquietante sostituzione di cadaveri e in un’abbazia colma di passaggi segreti – elementi che qualche anno dopo Dumas riutilizzerà e approfondirà nel suo più celebre Montecristo. Prendendo a tratti ispirazione dal romanzo d’avventura e dal giallo, e sfruttando la struttura narrativa della cornice, Pauline immerge il lettore nei meandri di un’esperienza avvincente, invitandolo a sbrogliare i fili di un’affascinante indagine e conducendolo passo dopo passo verso la risoluzione di un’oscura vicenda. La storia ha inizio nel 1834, quando Alexandre Dumas, personaggio del libro e narratore, incontra il suo vecchio amico Alfred de Nerval che gli confida la sorprendente vicenda di Pauline, morta un anno prima. Qual era il segreto che celava quella giovane donna dalla carnagione spettrale e i cui occhi esprimevano una profonda tristezza? Chi era veramente il conte Horace de Beuzeval, il suo strano e oscuro marito? E come spiegare le ripetute assenze di quest’ultimo? Queste le domande a cui Alfred de Nerval promette di rispondere quando ritrova Pauline rinchiusa nelle segrete di un’abbazia, con una fiala di veleno come unica consolazione.

COSA NE PENSO
❤Lettura molto suggestiva, dai toni gotici e sognanti, che trasporta il lettore nella Francia del XIX secolo. La storia è avvincente, con una trama ben costruita e ricca di colpi di scena; vi ritroviamo tanti elementi cari a Dumas come gli intrecci di avventura e storia d’amore, delitti, misteri, edifici abbandonati e passaggi segreti.

Lo stile di scrittura, per quanto sia ricco di descrizioni, è molto scorrevole e la narrazione incalzante mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine. Forse avrei preferito che la storia fosse sviluppata un po’ di più, magari prendendosi ancora un centinaio di pagine, in modo da approfondire maggiormente anche la caratterizzazione dei personaggi.

Ormai da tempo ho adocchiato AbEditore, del quale apprezzo tantissimo la qualità del lavoro e l’abilità di trovare storie interessanti spesso sconosciute. L’edizione è bellissima, molto elegante e curata nei particolari.

lunedì 6 aprile 2026

Un nuovo mondo - Barbara Kingsolver

Un nuovo mondo

autrice: Barbara Kingsolver
traduzione: Micol Toffanin
edizione: Sperling & Kupfer
pagine: 416

TRAMA
Willa Knox e il marito sono due persone perbene, che hanno messo serietà e passione nel lavoro, amore e dedizione nella famiglia, impegno e altruismo nella vita sociale. Eppure si trovano senza lavoro e con una situazione familiare a dir poco fragile. La rivista con cui Willa collaborava ha chiuso i battenti, come tante, e l’università dove insegnava suo marito ha ridotto il personale per mancanza di fondi. I loro due figli sono precari da un pezzo e l'anziano suocero di Willa dipende da un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti. L’unica cosa che le rimane è una vecchia casa nel profondo New Jersey, un’eredità che si rivela ben più interessante di quanto non sembri. Mentre tenta di rimettersi in piedi con tutta la famiglia, infatti, Willa comincia a fare ricerche sulle origini dell’edificio, costruito in piena era vittoriana, e sul suo proprietario, un certo Thatcher Greenwood. Attraverso i suoi documenti e le lettere scritte alla vicina di casa, l’eccentrica signora Treat, Willa ridà vita ai due fantasmi, un uomo e una donna che hanno amato la natura e la scienza, e che per questo sono stati respinti e isolati dall’ambiente puritano e bigotto che li circondava. Eppure il mondo è cambiato, nonostante le forze conservatrici. E Willa si rende conto di vivere in un’epoca altrettanto rivoluzionaria, ed è pronta ad accogliere la nuova era.

COSA NE PENSO
💜I temi affrontati in questo libro sono diversi, ma il principale è certamente l’importanza di un rifugio in tutte le sue forme. La casa dei protagonisti, che ormai cade a pezzi, è anche una metafora; l’assenza di un riparo ci costringe a guardare senza filtri quello che accade attorno a noi.

💜Barbara Kingsolver ci accompagna in questo viaggio, raccontando la storia di due famiglie, nella stessa casa, a più di un secolo di distanza. I protagonisti, in epoche diverse, affrontano la loro quotidianità fatta di problemi finanziari, familiari e sociali. Questo confronto continuo tra presente e passato, ne mette in luce affinità e differenze e porta a riflettere su quanto molte cose rimangano invariate malgrado il passare del tempo.

💜Vengono affrontati temi come l’emarginazione, la politica, i problemi del sistema sanitario e dell’ingiustizia sociale; la Kingsolver però non dà mai un giudizio personale, in tutto il romanzo infatti, per nessun argomento, non emerge mai un solo punto di vista.

💜Lo stile di scrittura è molto bello e scorrevole, c’è da dire che l’autrice è un po’ prolissa, ma nel senso buono, poiché si prende il suo tempo per raccontare ogni cosa, affiancando all’azione i pensieri dei personaggi e le sue considerazioni personali. Ne esce una lettura più lunga del necessario, ma molto gustosa. Ho apprezzato molto la sua capacità di alternare dramma e ironia e le sue acute osservazioni sull’umanità.

 
 
 
 

sabato 28 febbraio 2026

Klara e il Sole - Kazuo Ishiguro

Klara e il Sole
autore: Kazuo Ishiguro
traduzione: Susanna Basso
edizione: Einaudi, 2021
pagine: 250
  
TRAMA
Dalla vetrina del suo negozio, Klara osserva trepidante il fuori e le meraviglie che contiene: il disegno del Sole sulle cose e l'alto Palazzo RPO dietro cui ogni sera lo vede sparire, i passanti tutti diversi, Mendicante e il suo cane, i bambini che la guardano dal vetro, con le loro allegrie e le loro tristezze. Ogni cosa la affascina, tutto la sorprende. La sua voce, così ingenua ed empatica, schiva e curiosa quanto quella di un animale da compagnia, appartiene in realtà a un robot umanoide di generazione B2 ad alimentazione solare: Klara è un modello piuttosto sofisticato di Amico Artificiale, in attesa, come la sua amica Rosa e il suo amico Rex, e tutti gli altri AA del negozio, del piccolo umano che la sceglierà. A sceglierla è la quattordicenne Josie. E fin dalla sua prima visita al negozio, nonostante l'ammonimento di Direttrice sulla volubilità dei bambini, Klara sente di appartenerle, e per sempre. Josie è una ragazzina vivace e sensibile, ma afflitta da un male oscuro che minaccia di compromettere le sue prospettive future. Per lei Klara è pronta ad affrontare la brusca autorevolezza di una madre cupa e indecifrabile, l'ostilità spiccia di Domestica Melania e gli scherzi cattivi dei compagni speciali che frequentano con Josie gli «incontri di interazione», e che mal sopportano i diversi. Quando la malattia di Josie colpisce più duramente, Klara sa che cosa fare: deve trovare colui da cui ogni nutrimento discende e intercedere per la sua protetta, anche a costo di qualche sacrificio; deve impegnarcisi anima e corpo, come se anima e corpo avesse.
 
COSA NE PENSO  
💗Bellissimo romanzo ambientato in una realtà distopica appena accennata. La storia è raccontata in prima persona di Klara, androide costruito per occuparsi dei bambini, alle prese con la sua missione e un percorso pieno di scoperte.
 
💗Klara mi è piaciuta e mi ha fatto molta tenerezza; cerca di aiutare la bambina che le viene affidata, ma per farlo può attingere solo alla capacità di analizzare ciò che la circonda. Vediamo subito le sue buone intenzioni, ma anche i limiti della sua intelligenza artificiale, che può imparare ma non sempre comprendere quello che vede. È un personaggio delineato magnificamente; è un androide ed è credibile. È programmata per comportarsi in un certo modo, non perché provi realmente dei sentimenti, lei stessa si rende conto di non riuscire ad andare oltre ad un certo punto.
 
💗L’autore di porta a riflettere sulla solitudine, le responsabilità verso gli altri, sull’unicità dell’essere umano, ma anche sul nostro futuro perché questo mondo distopico, dove la società è sempre più opprimente, non è poi così lontano dal nostro.
 
💗È un racconto molto dolce e delicato, pieno di sentimenti e di nostalgia. Ma anche di speranza, e ci ricorda che ciò che ci rende davvero umani è la capacità di amare.

domenica 19 ottobre 2025

Chiquinho. Romanzo capoverdiano - Baltasar Lopes

Chiquinho. Romanzo capoverdiano
autore: Baltasar Lopes
traduzione: Vincenzo Barca
edizione: Edizioni Lavoro
pagine: 225
 
 
TRAMA
Dalle isole di Capo Verde, "dieci puntini gettati a caso in mezzo all'Atlantico", ci arriva la storia del giovane Chiquinho. È lui stesso a raccontare la sua vita: l'infanzia, dominata dal mondo degli affetti e popolata di storie di fantasmi, sirene, eroi e cavalieri; l'adolescenza, con le amicizie, i primi amori e la nascita di una coscienza civile; la maturità e il difficile momento della scelta: rimanere nella propria terra e lottare per essa o imbarcarsi, come tanti conterranei, su una nave con la prua rivolta alle Americhe. Immerso nella 'marabeza', quello speciale tratto di affabilità che distingue i capoverdiani, e accompagnato dalla musica struggente della 'marna', il romanzo ci introduce in un mondo sempre in bilico fra terra e mare, dove chi resta è forte quanto chi parte e porterà sempre con sé la nostalgia del suo paese.
 
COSA NE PENSO
💙Romanzo di formazione in parte autobiografico, si divide in tre parti nelle quali l’autore racconta l’infanzia, l’adolescenza e il primo periodo dell’età adulta di Francisco Soares, abitante dell’Isola di S. Nicolau di Capo Verde.
 
💙La prima parte è la più serena, e mostra una vita semplice fatta di gioco e di lavoro, dove i bambini ascoltano favole degli adulti e sognano grandi avventure. 
Nelle parti successive vediamo la vita del protagonista cambiare, il trasferimento a S. Vicente per finire gli studi, la vita nel nuovo ambiente, il nascere dell’amore per la letteratura e l’impegno sociale che riempiono la sua nuova vita. Qui diventa più chiara la particolarità di Capo Verde, sospesa tra Europa e Africa, l’amore per propria terra ma anche il richiamo del mare. Vediamo anche la povertà di un Paese che vide di agricoltura e deve affrontare una carestia, l’emigrazione vista come unica scelta per migliorare le condizioni di vita.
 
💙Non sapevo molto di Capo Verde, questo libro mostra molto bene la particolarità della sua popolazione creola, nata dal miscuglio di portoghesi e africani, le condizioni di vita ma anche la sua cultura e il movimento intellettuale che vi nasceva all’inizio del ‘novecento.

sabato 5 luglio 2025

L'ascaro. Una storia anticoloniale - Ghebreyesus Hailu

L'ascaro. Una storia anticoloniale
autori: Ghebreyesus Hailu
traduzione: Uoldelul Chelati Dirar
edizione: Tamu
pagine: 144


TRAMA
Tequabo, un giovane eritreo di buona famiglia, decide di arruolarsi nell’esercito in cerca di fama. L’esercito è quello di una potenza coloniale, l’Italia, che da anni occupa il suo paese. Un treno lo porterà da Asmara fino alla costa del mar Rosso, e da lì proseguirà in nave verso nord tra lo stupore per la scoperta di popolazioni, città e paesaggi nuovi. Quando però raggiungerà il deserto e si unirà alla sanguinosa campagna militare italiana per la conquista della Libia, per Tequabo il viaggio si trasformerà in un incubo in cui scoprirà l’asprezza del suo duplice ruolo di colonizzato e di strumento di un’altra colonizzazione. Terminato nel 1927 – ancor prima dell’espansione fascista in Etiopia – da un brillante religioso eritreo che aveva sfruttato i canali ecclesiastici per acquisire una formazione cosmopolita, “L’ascaro” è allo stesso tempo un tassello importante della storia letteraria africana e una testimonianza unica sul colonialismo italiano. In una singolare mescolanza di cultura popolare e riferimenti eruditi, il testo di Ghebreyesus Hailu qui tradotto dall’originale tigrino offre non solo una denuncia della brutalità coloniale, in un momento ancora vicino ai fatti, ma anticipa le riflessioni postcoloniali sugli effetti psicologici del colonialismo.

COSA NE PENSO
➤In questo breve romanzo di formazione, l’autore ci racconta la storia di Tequabo, giovane eritreo cresciuto con il mito degli ascari, che si arruola seguendo i sogni di gloria dell’esercito italiano in Libia, per poi trovarsi davanti a una realtà inaspettata. Vediamo il cambiamento del ragazzo, che inizia a rendersi conto che l’idealismo che ha rincorso è solo una facciata, e di essere considerato dagli italiani solo una pedina senza valore da sacrificare in una guerra non sua.

È un romanzo di denuncia della violenza e della atrocità del colonialismo italiano, mostrandone le conseguenze psicologiche e sociali; non si tratta solo di un'opera letteraria, ma un è documento storico che riflette la sofferenza del popolo eritreo. L’autore non si perde mai in vere accuse; anzi, si esprime con un tono sempre molto pacato, riprendendo figure classiche, allegoriche e poetiche per accompagnare il cambiamento di Tequabo, il suo primo viaggio in una terra straniera e la presa di coscienza della sua situazione. 

L’autore ci mostra anche le mancanze della popolazione eritrea, l’ingenuità che porta al pregiudizio; quando i soldati arrivano in Libia, apprendono vari stereotipi sugli arabi che vedranno poi rapidamente smentiti durante il conflitto. Partendo da queste esperienze, mostra le riflessioni dei soldati davanti alla reazione del nemico, che li porta a fare un confronto tra il diverso atteggiamento delle due popolazioni, meravigliandosi della tenacia che i libici mostrano per difendere il loro Paese.

Un racconto molto interessante, che ci obbliga a fare i conti con il nostro passato rileggendo la storia con gli occhi della popolazione Eritrea.

Ho apprezzato molto anche la lunga prefazione, che aiuta a ricostruire il contesto storico e culturale di quegli anni e approfondire l’argomento.

 
 
 

lunedì 9 giugno 2025

L’onda che verrà. Intelligenza artificiale e potere nel XXI secolo - Mustafa Suleyman, Michael Bhaskar

L’onda che verrà. Intelligenza artificiale e potere nel XXI secolo
autori: Mustafa Suleyman, Michael Bhaskar
traduzione: Francesco Zago
edizione: Garzanti
pagine: 400
 
 
DESCRIZIONE
Ci troviamo sempre più vicini a una soglia critica nella storia della nostra specie: molto presto l’intelligenza artificiale sarà tutto intorno a noi, organizzerà le nostre vite, gestirà attività complesse e le principali strutture di governo. Vivremo in un mondo dove sarà possibile stampare il dna, dove il dibattito su agenti patogeni ingegnerizzati e armi autonome sarà all’ordine del giorno, dove dotarsi di assistenti robot sarà lo standard e dove l’energia non mancherà. La realtà di domani è questa, eppure nessuno di noi è pronto ad affrontarla. Cofondatore della pionieristica società di intelligenza artificiale DeepMind, parte di Google, Mustafa Suleyman è stato al centro di questa rivoluzione. Il prossimo decennio, sostiene, sarà caratterizzato da una vera e propria ondata di nuove e potenti tecnologie in rapidissima evoluzione. L’onda che verrà mostra come il cambiamento che ci attende genererà un’immensa ricchezza, ma al tempo stesso rappresenterà una minaccia per l’ordine globale. Oggi, mentre i nostri fragili governi vanno incontro al disastro come sonnambuli, l’umanità si trova di fronte a una prospettiva inquietante. Riusciremo a tracciare una via di fuga?
 
 
COSA NE PENSO
💙Mustafa Suleyman è stato cofondatore prima di DeepMind (ora acquisita da Google), poi di Inflection AI e ora CEO di Microsoft AI; sinceramente credo che sia una delle persone più preparate per scrivere su questo argomento.
 
💙Il libro infatti è molto interessante, scritto in maniera semplice che lo rende accessibile anche a chi non si occupa di tecnologia. L’autore illustra potenzialità e pericoli delle nuove tecnologie, concentrandosi su biologia sintetica e intelligenza artificiale, mostrando un quadro molto dettagliato delle opportunità, delle sfide e dei pericoli che ci attendono nell’immediato futuro.
 
💙Analizza approfonditamente anche le implicazioni politiche, sociali ed etiche delle scoperte tecnologiche, descrivendo come abbiano inciso sul nostro modo di vivere nella storia e immaginando come lo possano fare in futuro.
 
💙Gli autori affermano che un’ondata tecnologica è quasi impossibile da contenere, ma con un vago ottimismo sottolineano l’importanza di azioni che possono contribuire a mantenere un certo equilibrio, come controlli di sicurezza, regolamentazioni internazionali, contribuiti pubblici e una cooperazione a livello globale.
 
💙Una lettura molto chiara e interessante che lascia alcuni interrogativi sul futuro ma offre allo stesso tempo diversi spunti di riflessione. La consiglio vivamente.
 
 
 
 

mercoledì 14 maggio 2025

Mathias Sandorf - Jules Verne

 
Mathias Sandorf
autore: Jules Verne
traduzione: Franca Gambino
pagine: 352
 
TRAMA
Uscito dapprima a puntate su Le Temps e poi in volume unico nel 1885 presso l’editore Hetzel, questo romanzo – dedicato da Verne ad Alexandre Dumas padre – è un vero e proprio scrigno di enigmi, sorprese e avventure. Il suo protagonista, Mathias Sandorf, è un conte che insieme agli amici Etienne Bathory e Ladislas Zathmar sta cospirando per sottrarre l’Ungheria al dominio di Vienna. Scoperti, finiscono rinchiusi nella fortezza di Pisino. Ed è qui che vengono per caso a conoscenza dell’identità dei delatori che li hanno condotti alla rovina: Sarcany e Zirone, due piccoli delinquenti. La sete di vendetta non lascia tregua. È necessario tentare l’evasione. A farcela sono Sandorf e Bathory, che riescono ad abbandonare la fortezza buttandosi nel fiume Foiba. Da questo momento in poi comincia una doppia caccia. Perché mentre cercano Sarcany e Zirone, devono allo stesso tempo guardarsi le spalle. Sulla loro testa, ora, c’è una taglia. La dedica ad Alexandre Dumas padre appare, a questo punto, quasi d’obbligo. Mathias Sandorf è infatti un omaggio appassionato a Il conte di Montecristo.
 
COSA NE PENSO
 
💗Jules Verne dedica ad Alexandre Dumas questo libro, dicendo che avrebbe voluto fare di Mathias Sandorf "il Conte di Montecristo" dei suoi Viaggi Straordinari. Entrambi i romanzi sono infatti ispirati agli stessi fatti reali presi dalla biografia di Pierre Picaud, ma sono decisamente diversi tra loro. Hanno in comune solo il fatto che il protagonista, dopo essersi improvvisamente arricchito, torni a compiere una vendetta contro chi gli ha rovinato la vita; ma sia le motivazioni dei personaggi che lo svolgimento della storia sono molto differenti.
 
💗La storia è molto vivace, con tutti i temi cari a Verne: avventura, viaggi, spionaggio, tecnologie moderne e situazioni risolte grazie a fenomeni scientifici. Bellissima l’ambientazione, l'autore ci accompagna in un lungo viaggio lungo coste del Mar Mediterraneo, da Trieste, altre città dell'Istria e della Dalmazia, Ragusa, Malta e le coste del Nord Africa regalandoci un’interessante panoramica questi luoghi e della vita dell’epoca.
 
💗Anche se Verne è noto per non preoccuparsi troppo dell’approfondimento psicologico dei suoi personaggi, Mathias Sandorf è un protagonista ben costruito e caratterizzato in maniera convincente. Bene o male anche gli altri personaggi sono piuttosto interessanti, alcuni davvero molto divertenti.
 
💗Purtroppo, Jules Verne viene spesso ingiustamente classificato come autore per ragazzi e opere come queste finiscono per essere poco conosciute. Avventuroso e divertente, è uno dei libri più belli che l'autore abbia mai scritto.
 
 
 
 
 

lunedì 24 febbraio 2025

Ciò che resta delle tenebre - Claudia D'Auria

Ciò che resta delle tenebre
Loki e Sigyn: inganno e fedeltà
autore: Claudia D'Auria
edizione: Spirito Libero Edizioni, 2025
pagine: 333
 
TRAMA
Loki, l’astuto e cinico dio dell’inganno, deve eseguire il volere di Odino e punire gli uomini che stanno tradendo l'antico credo. Potrebbe essere vero ciò che si sussurra ad Asgard di lui: il suo insaziabile desiderio di conoscere ogni cosa lo porterà alla rovina. Nella terra dei fiordi, Sigyn è divisa tra un futuro ricco di promesse e le oscure tentazioni delle antiche saghe: forse in lei brucia ancora il sangue delle valchirie. Ma il desiderio da cui Loki e Sigyn saranno travolti, nato nelle tenebre, verrà maledetto dalla disperata volontà di Odino, dio delle forche.
Intorno a loro, gli Æsir stanno morendo.
 
COSA NE PENSO
 
💚Nella mitologia norrena si parla molto di Loki, dio dell’Inganno, e poco di sua moglie Sigyn, dea della Fedeltà; delle loro faccende personali non si sa nulla. Claudia D'Auria scrive così la sua versione della loro storia, raccontandoci le vicissitudini dei due personaggi e la loro bellissima e complicata storia d’amore.  
 
💚L’autrice ha una buona capacità di introspezione e riesce a mostrare stati d’animo più profondi dei suoi personaggi. Mi è piaciuta molto Sigyn, donna fragile ma allo stesso tempo forte e determinata, decisa di rimanere fedele a ciò che crede nonostante le avversità che deve affrontare, consapevole del prezzo che dovrà pagare. Ancora di più o amato Loki, il dio dell’Inganno dalla mente brillante e complesso ai limiti della follia.
 
💚Bellissima fiaba avventurosa e oscura, che affonda le radici nella mitologia norrena che l’autrice mostra di conoscere e gestire molto bene, raccontandola come fosse parte della storia di un mondo reale.
 
💚Lo stile di scrittura, scorrevole ma anche elegante e molto evocativo, perfetto per questo tipo di racconto, lascia trasparire l’influenza delle letture classiche che l’autrice ha assimilato.
 
💚 Lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy, della mitologia norrena e delle fiabe, ma anche a chi ama i racconti che, pur essendo epici e avventurosi, riescono a essere anche introspettivi e affrontare temi come la disillusione, l'accettazione dei limiti dell'altro e la ricerca di se stessi.

domenica 16 febbraio 2025

Il conte di Montecristo - Alexandre Dumas

Il conte di Montecristo
autore: Alexandre Dumas
traduzione: Gaia Panfili
edizione: Feltrinelli, 2014
pagine: 1.200
 
TRAMA
Da capolavoro del romanzo popolare a capolavoro del romanzo: la storia della fortuna del Conte di Montecristo si potrebbe condensare nella lenta caduta di un aggettivo. Fin dal suo primo apparire, in quella Francia degli anni quaranta dell’Ottocento che era il più fervido e convulso laboratorio delle rivoluzioni europee, la storia dell’eroe borghese Edmond Dantès, eponimo della sfortuna e dell’ingiustizia, che si trasforma in spietato giustiziere, fu accolta dalle migliaia di avidi lettori di feuilleton come la più iperbolica incarnazione dello spirito del tempo. Un romanzo travolgente e popolare nel senso migliore. Una grande, immortale storia di vendetta e misericordia.
 
 
COSA NE PENSO
💙Non mi dilungo sulla trama, che ormai, tra edizioni del libro, fumetti e film, è ben nota ai più. 
 
💙Il protagonista, Edmond, è un personaggio davvero ben costruito, una figura molto complessa e drammatica. Dopo aver trascorso anni in carcere per un reato che non ha commesso, evade per riprendersi la sua vita e vendicarsi di chi lo ha incastrato. Per farlo si prepara per anni, lavorando su sé stesso, istruendosi, ricostruendosi da capo e circondandosi di alleati fedeli. Ne esce un uomo forte, capace di compiere le imprese più impensabili, in grado comprendere a fondo l’animo delle persone e di manipolare chiunque si trovi davanti a lui. Un personaggio estremo, ma anche molto umano, che in qualche modo riesce a mantenere un certo equilibrio, a non lasciarsi sopraffare dal desiderio di vendetta e riconoscere i propri errori.
 
💙Dumas ci descrive la società della sua epoca, ne racconta la storia e la situazione politica, ma ci mostra anche l’animo umano nella sua interezza, nel bene e nel male; si può uccidere o impazzire per amore, ma anche per danaro e sete di potere. Edmond studia i suoi nemici nel profondo e compie la sua vendetta mirando con cura alle loro debolezze, portando alla luce le loro malefatte e spesso lasciando che si distruggano da soli, a causa della loro avidità.
 
💙La storia è ben costruita, si svolge in un intreccio di avvenimenti intricatissimo e studiato nei particolari, dove i colpi di scena non mancano mai. Unica pecca: qualche ingenuità, tipo la facilità di Edmond di celarsi sotto banali travestimenti e qualche coincidenza fortuita di troppo, il tutto però ampiamente giustificato dall’epoca in cui è stato scritto il romanzo.
 
💙Per quanto sia lungo, l’ho trovato scritto con uno stile molto scorrevole e coinvolgente, capace di tenermi incollata alle pagine dall’inizio alla fine. In una parola: bellissimo. Davvero, uno dei libri più belli che abbia mai letto.

domenica 12 gennaio 2025

Atti umani - Han Kang

Atti umani
autrice: Han Kang
edizione: Adelphi, 2017
pagine: 208
 
TRAMA
Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l’aria di un «orribile tanfo putrido». Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; Atti umani è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il «rullo inchiostratore» della censura e i «sette schiaffi» di un interrogatorio; l’anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.
 
COSA NE PENSO
 
➤Tramite diverse voci narranti di personaggi vivi e morti, racconta cosa accadde durante la repressione delle proteste contro il governo a Gwangju nel 1980. Leggiamo descrizioni di violenze, torture, abusi tanto crude tanto disturbanti ma effettivamente necessarie per trasmettere ciò che vuole mostrarci: l’orrore che è stato vissuto in quei giorni e che è rimasto nel cuore dei sopravvissuti.
 
➤Non si tratta solo della cronaca dei fatti, ogni evento è raccontato dal diverso punto di vista della persona che lo ha vissuto rendendoci partecipe del suo stato d’animo e della sua sofferenza. Troviamo il dolore delle vittime, dei familiari, ma anche riflessioni sulla psiche umana e di ciò che è capace di generare.
 
Credo che il senso del titolo Atti umani sia proprio questo; l’uomo è capace di atti orribili, e molte azioni che ci piace definire disumane, fanno purtroppo parte della nostra umanità.

 

Lettura emotivamente molto impegnativa, un vero e proprio viaggio nel dolore e in uno dei tanti orrori che ha commesso l’umanità. Lo stile di scrittura è molto diretto, ma a tratti sa essere anche sorprendentemente poetico.