autrice: Han Kang
edizione: Adelphi,
2017
pagine: 208
TRAMA
Una palestra
comunale, decine di cadaveri che saturano l’aria di un «orribile tanfo
putrido». Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di
Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i
militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata
l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; Atti umani è il coro
polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in
Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico
scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il «rullo inchiostratore»
della censura e i «sette schiaffi» di un interrogatorio; l’anonimo prigioniero
che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a
sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere,
sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture,
parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato
lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi
l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.
COSA NE PENSO
➤Tramite diverse
voci narranti di personaggi vivi e morti, racconta cosa accadde durante la
repressione delle proteste contro il governo a Gwangju nel 1980. Leggiamo
descrizioni di violenze, torture, abusi tanto crude tanto disturbanti ma effettivamente
necessarie per trasmettere ciò che vuole mostrarci: l’orrore che è stato vissuto
in quei giorni e che è rimasto nel cuore dei sopravvissuti.
➤Non si tratta solo
della cronaca dei fatti, ogni evento è raccontato dal diverso punto di vista
della persona che lo ha vissuto rendendoci partecipe del suo stato d’animo e
della sua sofferenza. Troviamo il dolore delle vittime, dei familiari, ma anche
riflessioni sulla psiche umana e di ciò che è capace di generare.
➤Credo che il senso
del titolo Atti umani sia proprio questo; l’uomo è capace di atti orribili, e molte
azioni che ci piace definire disumane, fanno purtroppo parte della nostra
umanità.
➤Lettura emotivamente
molto impegnativa, un vero e proprio viaggio nel dolore e in uno dei tanti
orrori che ha commesso l’umanità. Lo stile di scrittura è molto diretto, ma a tratti
sa essere anche sorprendentemente poetico.
