sabato 5 luglio 2025

L'ascaro. Una storia anticoloniale - Ghebreyesus Hailu

L'ascaro. Una storia anticoloniale
autori: Ghebreyesus Hailu
traduzione: Uoldelul Chelati Dirar
edizione: Tamu
pagine: 144


TRAMA
Tequabo, un giovane eritreo di buona famiglia, decide di arruolarsi nell’esercito in cerca di fama. L’esercito è quello di una potenza coloniale, l’Italia, che da anni occupa il suo paese. Un treno lo porterà da Asmara fino alla costa del mar Rosso, e da lì proseguirà in nave verso nord tra lo stupore per la scoperta di popolazioni, città e paesaggi nuovi. Quando però raggiungerà il deserto e si unirà alla sanguinosa campagna militare italiana per la conquista della Libia, per Tequabo il viaggio si trasformerà in un incubo in cui scoprirà l’asprezza del suo duplice ruolo di colonizzato e di strumento di un’altra colonizzazione. Terminato nel 1927 – ancor prima dell’espansione fascista in Etiopia – da un brillante religioso eritreo che aveva sfruttato i canali ecclesiastici per acquisire una formazione cosmopolita, “L’ascaro” è allo stesso tempo un tassello importante della storia letteraria africana e una testimonianza unica sul colonialismo italiano. In una singolare mescolanza di cultura popolare e riferimenti eruditi, il testo di Ghebreyesus Hailu qui tradotto dall’originale tigrino offre non solo una denuncia della brutalità coloniale, in un momento ancora vicino ai fatti, ma anticipa le riflessioni postcoloniali sugli effetti psicologici del colonialismo.

COSA NE PENSO
➤In questo breve romanzo di formazione, l’autore ci racconta la storia di Tequabo, giovane eritreo cresciuto con il mito degli ascari, che si arruola seguendo i sogni di gloria dell’esercito italiano in Libia, per poi trovarsi davanti a una realtà inaspettata. Vediamo il cambiamento del ragazzo, che inizia a rendersi conto che l’idealismo che ha rincorso è solo una facciata, e di essere considerato dagli italiani solo una pedina senza valore da sacrificare in una guerra non sua.

È un romanzo di denuncia della violenza e della atrocità del colonialismo italiano, mostrandone le conseguenze psicologiche e sociali; non si tratta solo di un'opera letteraria, ma un è documento storico che riflette la sofferenza del popolo eritreo. L’autore non si perde mai in vere accuse; anzi, si esprime con un tono sempre molto pacato, riprendendo figure classiche, allegoriche e poetiche per accompagnare il cambiamento di Tequabo, il suo primo viaggio in una terra straniera e la presa di coscienza della sua situazione. 

L’autore ci mostra anche le mancanze della popolazione eritrea, l’ingenuità che porta al pregiudizio; quando i soldati arrivano in Libia, apprendono vari stereotipi sugli arabi che vedranno poi rapidamente smentiti durante il conflitto. Partendo da queste esperienze, mostra le riflessioni dei soldati davanti alla reazione del nemico, che li porta a fare un confronto tra il diverso atteggiamento delle due popolazioni, meravigliandosi della tenacia che i libici mostrano per difendere il loro Paese.

Un racconto molto interessante, che ci obbliga a fare i conti con il nostro passato rileggendo la storia con gli occhi della popolazione Eritrea.

Ho apprezzato molto anche la lunga prefazione, che aiuta a ricostruire il contesto storico e culturale di quegli anni e approfondire l’argomento.