TRAMA
L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un'atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.
COSA NE PENSO
COSA NE PENSO
➤ Mi è piaciuta molto l’idea di base, dove tutto il male passato per Overlook Hotel vi rimane annidato e continua a produrre altro male, diventando un vero e proprio personaggio.
➤ Stephen King, come sempre non scrive racconti horror fantasiosi, descrive il male che si nasconde dentro alle persone e che non deve essere per forza il male innato di una persona “cattiva”, ma un male che si forma giorno dopo giorno a causa della rabbia, dell’insoddisfazione, di quello che non si accetta di sé stessi. Jack deve fare i conti con il suo senso di inferiorità, la sua incapacità e la tendenza ad essere violento ed è quando non riesce più a gestirle che si lascia sopraffare dalla paura.
➤ Amo l’abilità che ha questo autore di saper rendere realisticamente le paure umane. Basta che il beccuccio di ottone di un estintore si stacchi da solo nel momento sbagliato per dare l’impressione di guardarti attraverso il foro e magari… contenere delle vespe, come quelle che ti hanno punto la sera precedente. E io, sinceramente, ho sempre trovato molto inquietanti le siepi modellate a forma di animale! 😅
➤ Sento spesso criticare King per il fatto di essere troppo prolisso e di scrivere libri che iniziano sempre in maniera lenta, dove nelle prime centinaia di pagine sembra non succedere niente. Non sono d’accordo, perché in realtà è proprio in quelle pagine che l’autore descrive nel dettaglio i personaggi andando in profondità nella loro psiche, ed è proprio dai loro aspetti psicologici che poi tira fuori le paure e le debolezze sui cui si baseranno le loro azioni.
➤ Stephen King, come sempre non scrive racconti horror fantasiosi, descrive il male che si nasconde dentro alle persone e che non deve essere per forza il male innato di una persona “cattiva”, ma un male che si forma giorno dopo giorno a causa della rabbia, dell’insoddisfazione, di quello che non si accetta di sé stessi. Jack deve fare i conti con il suo senso di inferiorità, la sua incapacità e la tendenza ad essere violento ed è quando non riesce più a gestirle che si lascia sopraffare dalla paura.
➤ Amo l’abilità che ha questo autore di saper rendere realisticamente le paure umane. Basta che il beccuccio di ottone di un estintore si stacchi da solo nel momento sbagliato per dare l’impressione di guardarti attraverso il foro e magari… contenere delle vespe, come quelle che ti hanno punto la sera precedente. E io, sinceramente, ho sempre trovato molto inquietanti le siepi modellate a forma di animale! 😅
➤ Sento spesso criticare King per il fatto di essere troppo prolisso e di scrivere libri che iniziano sempre in maniera lenta, dove nelle prime centinaia di pagine sembra non succedere niente. Non sono d’accordo, perché in realtà è proprio in quelle pagine che l’autore descrive nel dettaglio i personaggi andando in profondità nella loro psiche, ed è proprio dai loro aspetti psicologici che poi tira fuori le paure e le debolezze sui cui si baseranno le loro azioni.


