sabato 25 marzo 2023

Il ragazzo che parlava col vento - Pascal Khoo Thwe

Il ragazzo che parlava col vento
autore: Pascal Khoo Thwe
traduzione: Lorenzo Fazzini
edizione: Piemme, 2009
pagine: 390

TRAMA
Il color zafferano delle tuniche dei monaci, che sfilavano per protesta nella Birmania in rivolta, è ormai scolorito nella memoria pubblica internazionale. Questo avviene proprio ora che, paradossalmente, sarebbe ancor più necessaria un'attenzione vigile su un Paese "buco nero" del mondo, dove i diritti umani, tra cui la libertà di parola e di religione, vengono manovrati e ristretti a piacimento dal regime militare di stampo socialista. È questo il motivo per il quale Pascal Khoo Thwe, dissidente birmano e oggi scrittore residente a Londra, alza la voce per riannodare i fili della sensibilità collettiva sulle condizioni di vita del "suo" Myanmar (il nome ufficiale della Birmania dopo il colpo di stato del 1988), da dove fuggì nel 1989 per rifugiarsi a Cambridge, grazie all'amicizia "complice" di un professore dell'ateneo britannico, John Casey. Pascal Khoo Thwe racconta la sua vicenda di protesta e di passione, il prezzo che ha dovuto pagare - l'uccisione della fidanzata e di alcune persone care - la fuga per ritrovare la libertà e il coraggio di denunciare le violenze e le oppressioni subite.

 
COSA NE PENSO
 
➤ Mi è piaciuto tantissimo il racconto della quotidianità nel piccolo villaggio sperduto nella foresta dove il protagonista è nato, le sue tradizioni, le credenze e il rapporto con il cristianesimo assimilato assieme alla religione locale e alle sue superstizioni.

La parte ambientata nella città di Mandalay dove Pascal si è trasferito per studiare e dove si trova coinvolto nei movimenti studenteschi di ribellione, seppure meno poetica, è allo stesso modo interessante e spiega molto bene la situazione politica e sociale del Myanmar degli anni ‘80-’90, non molto diversa da quella di adesso.

È un racconto nostalgico, di un uomo in esilio dal suo Paese, ma anche un atto di denuncia contro il governo del Myanmar e la sua dittatura.

L’ho trovato molto interessante per conoscere qualcosa del Myanmar, sia dal punto di vista culturale che storico e allo stesso tempo una lettura scorrevole e piacevole.

Mi chiedo perché a volte le edizioni italiane non mantengano il titolo originale e lo sostituiscano con qualcosa di completamente diverso, anche in questo caso “From the land of green ghosts: A Burmese Odyssey” ovvero “Dalla Terra dei fantasmi verdi: un’Odissea birmana” incarnava perfettamente lo spirito del racconto di questo ragazzo che per salvarsi ha dovuto abbandonare la sua vita nel suo Paese, nelle foreste dove le superstizioni ritenevano abitate da spiriti ancestrali, finendo per perdere la propria identità.
 
 


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