autore: Grady
Hendrix
traduzione:
Rosa Prencipe
edizione:
Mondadori, 2021
pagine: 264
TRAMA
Sta succedendo
qualcosa di parecchio strano al superstore di mobili scandinavi Orsk di
Cleveland, Ohio. Ogni mattina, al loro arrivo, i dipendenti trovano armadi
Kjërring a pezzi, bicchieri Lågniå in frantumi e divani letto Liripip
vandalizzati: chiaramente c'è qualcosa che non va. Le vendite sono in calo, le telecamere
di sicurezza non rivelano nulla e i gestori del grande magazzino sono nel
panico. Per svelare il mistero, cinque giovani dipendenti si offrono volontari
per un lungo turno di sorveglianza dal tramonto all'alba e – come vuole la
tradizione – si troveranno alle prese con orrori che sfidano l'immaginazione. Horrorstör
non è solo la classica storia di una casa infestata che si svolge in un
ambiente contemporaneo (intriso di paure che tutti noi conosciamo), ma è anche
una satira del consumismo e della natura degradata del lavoro nella nuova
economia del XXI secolo. Tutto questo e molto altro troverete in questo libro
confezionato sotto forma di un catalogo al dettaglio, completo di illustrazioni
di mobili pronti per il montaggio e altri accessori via via sempre più
sinistri. Un horror insomma dal design esclusivo, capace di offrire ai lettori
il terrore psicologico di cui hanno bisogno nell'elegante confezione che si
meritano.
COSA NE PENSO
👻 Più delle presenze colpevoli del disordine, mi ha inquietato il negozio in sé… basta pensare a quante volte all’Ikea ci si trova a girare in tondo senza rendersene conto per entrare pienamente nello spirito del libro. 😂
👻 Ho apprezzato molto il parallelismo tra il vecchio carcere, dove
i detenuti erano obbligati a lavori forzati ripetitivi fino a perdere la
ragione, e il negozio moderno dove i dipendenti vengono educati a forza di
slogan a seguire un’organizzazione maniacale che tende a modificare il loro
modo di fare e di pensare, vedi per esempio Basil che vede tutto attraverso il
filtro della mentalità aziendale. Un po’ prigionieri diventano anche i clienti
che, senza rendersene conto, seguono percorsi prestabiliti tracciati con i
giusti colori e le giuste luci che li guidano agli acquisti.
👻 Sono un po’ incerta sul fatto che la giusta interpretazione del
racconto sia quella di luogo maledetto dove tutto ciò che si costruisce,
prigioni, negozi o altro, finisce per ingabbiare le persone che vi entrano, oppure
quella di un carcere antico la cui dannazione ricade anche sugli edifici costruiti
successivamente in quel luogo. Sono invece più che certa del messaggio di critica
al consumismo moderno che ci sta facendo costruire edifici e attività che sono
simili a prigioni nelle quali finiamo spesso per lasciarci rinchiudere senza
rendercene conto.
👻 È scritto con uno stile immediato e incalzante, non posso dire
di averlo trovato spaventoso, ma inquietante al punto giusto. Sicuramente la
parte più interessante e divertente è la satira sul consumismo che ne emerge. Lo
consiglio a chi vuole leggere un horror un po’ diverso dal solito.

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