martedì 10 ottobre 2023

Il traduttore del silenzio - Daoud Hari

Il traduttore del silenzio
autori: Daoud Hari, Megan McKenna, Dennis Burke
traduzione: Annalisa Carena
edizione: Piemme, 2008
pagine: 218
 
TRAMA
Daoud è nato in un piccolo villaggio di capanne, nel Darfur. Capanne rotonde, spaziose, con il tetto di erba che quando piove profuma di buono. E nonostante sia stato lontano anni, prima per studiare in città, poi per lavorare in Libia, Daoud l’ha sempre portato nel cuore. Tanto che, dopo varie e drammatiche vicissitudini, ha deciso di tornare a casa, facendo il percorso inverso a quello di milioni di profughi. Ha ritrovato la sua gente, suo padre e i suoi fratelli, in particolare l’amato Ahmed, appena prima di perdere tutto. Un giorno il villaggio è stato attaccato, le capanne bruciate e Ahmed è stato ucciso. L’ha sepolto Daoud con le sue mani, nella sabbia, prima di incamminarsi nel deserto con i sopravvissuti. Alle loro spalle, le colonne di fumo disperdono nell’aria le ceneri di case, alberi, e anche dei corpi dei vecchi che non hanno voluto o potuto andarsene. Lontane dalla ribalta del mondo, scene come questa accadono quotidianamente nel Darfur. In questa regione del Sudan tanto povera in superficie quanto ricca nel sottosuolo, si consuma da più di vent’anni un genocidio silenzioso e indisturbato, per mano dello stesso governo sudanese.
 
COSA NE PENSO
 
👉 Daoud Hari non combatte con le armi ma con la sua conoscenza dell’inglese che usa per diffondere nel mondo notizie e informazioni sullo stato del suo Paese. Accompagnando e facendo da interprete a giornalisti e membri di organizzazione umanitarie, ci mostra la dura realtà della regione del Darfur, in Sudan, martoriata dalla guerra civile. Leggiamo quindi una vera testimonianza della realtà del Darfur raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. Si parla di guerra, violenza, bambini soldati; è un racconto molto duro, ma vale la pena di leggerlo per conoscere cosa succede in quella parte del mondo.
 
👉 Lo stile è semplice e molto diretto, racconta gli avvenimenti con semplicità a volte accompagnata da una leggera ironia. Daoud Hari, nonostante abbia vissuto momenti terribili, è una persona che riesce ancora a sorridere.
 
👉 Il modo di pensare di Daoud, e molte altre persone che appaiono nel libro, è anch’esso testimonianza del dramma di questo Paese, dove non c’è fiducia nel futuro e si vive ogni giorno come fosse l’ultimo. Daoud però trasmette un messaggio positivo, andando avanti senza abbandonarsi a fatalismi e portando avanti quella che ritiene la sua missione.
 
👉 In un’appendice finale troviamo delle note storiche molto utili per capire le origini della guerra civile del Darfur, causata dal governo per sgomberare una parte della popolazione e aver accesso a risorse petrolifere. Ho apprezzato il fatto che sia stata inserita anche la Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo, che non avevo mai letto prima.
 
👉 Anche quella del Darfur è una delle tante guerre di cui si parla troppo poco, questo libro ci permette di vederla da vicino e comprendere le ripercussioni che ha tuttora sulla vita della popolazione. Lettura consigliata.
 
 

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