autori: Daoud
Hari, Megan McKenna, Dennis Burke
traduzione: Annalisa Carena
edizione: Piemme, 2008
pagine: 218
TRAMA
Daoud è nato in un
piccolo villaggio di capanne, nel Darfur. Capanne rotonde, spaziose, con il
tetto di erba che quando piove profuma di buono. E nonostante sia stato lontano
anni, prima per studiare in città, poi per lavorare in Libia, Daoud l’ha sempre
portato nel cuore. Tanto che, dopo varie e drammatiche vicissitudini, ha deciso
di tornare a casa, facendo il percorso inverso a quello di milioni di profughi.
Ha ritrovato la sua gente, suo padre e i suoi fratelli, in particolare l’amato
Ahmed, appena prima di perdere tutto. Un giorno il villaggio è stato attaccato,
le capanne bruciate e Ahmed è stato ucciso. L’ha sepolto Daoud con le sue mani,
nella sabbia, prima di incamminarsi nel deserto con i sopravvissuti. Alle loro
spalle, le colonne di fumo disperdono nell’aria le ceneri di case, alberi, e
anche dei corpi dei vecchi che non hanno voluto o potuto andarsene. Lontane
dalla ribalta del mondo, scene come questa accadono quotidianamente nel Darfur.
In questa regione del Sudan tanto povera in superficie quanto ricca nel
sottosuolo, si consuma da più di vent’anni un genocidio silenzioso e
indisturbato, per mano dello stesso governo sudanese.
COSA NE PENSO
👉 Daoud Hari non
combatte con le armi ma con la sua conoscenza dell’inglese che usa per
diffondere nel mondo notizie e informazioni sullo stato del suo Paese. Accompagnando
e facendo da interprete a giornalisti e membri di organizzazione umanitarie, ci
mostra la dura realtà della regione del Darfur, in Sudan, martoriata dalla
guerra civile. Leggiamo quindi una vera testimonianza della realtà del Darfur
raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. Si parla di guerra, violenza,
bambini soldati; è un racconto molto duro, ma vale la pena di leggerlo per
conoscere cosa succede in quella parte del mondo.
👉 Lo stile è semplice
e molto diretto, racconta gli avvenimenti con semplicità a volte accompagnata da
una leggera ironia. Daoud Hari, nonostante abbia vissuto momenti terribili, è
una persona che riesce ancora a sorridere.
👉 Il modo di pensare
di Daoud, e molte altre persone che appaiono nel libro, è anch’esso
testimonianza del dramma di questo Paese, dove non c’è fiducia nel futuro e si
vive ogni giorno come fosse l’ultimo. Daoud però trasmette un messaggio positivo,
andando avanti senza abbandonarsi a fatalismi e portando avanti quella che
ritiene la sua missione.
👉 In un’appendice
finale troviamo delle note storiche molto utili per capire le origini della
guerra civile del Darfur, causata dal governo per sgomberare una parte della
popolazione e aver accesso a risorse petrolifere. Ho apprezzato il fatto che
sia stata inserita anche la Dichiarazione dei
Diritti Universali dell’Uomo, che non avevo mai letto prima.
👉 Anche quella del Darfur è una delle tante guerre di cui si
parla troppo poco, questo libro ci permette di vederla da vicino e comprendere
le ripercussioni che ha tuttora sulla vita della popolazione. Lettura consigliata.

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