La ragazza dai sette nomi. La mia fuga dalla Corea del Nord
autori: Hyeonseo Lee, David John
traduzione: Stefania Cherchi
edizione: Mondadori, 2015
pagine: 350
TRAMA
Come tutti i bambini cresciuti nella Corea del Nord anche Hyeonseo Lee pensa, che il suo paese sia “il migliore del mondo”. È una “brava comunista”, studia le gesta leggendarie del Caro Leader Kim Il-sung, partecipa alle coreografie di massa organizzate dal Partito e crede che la Corea del Sud, l’acerrimo nemico, sia un paese poverissimo, pieno di senza-tetto, dove la gente muore per le strade e gli odiati yankee si divertono a prendere a calci bambini e disabili. Per lei, proveniente da una famiglia della classe media “leale” nei confronti del regime, le cose cambiano all’improvviso quando, nel 1994, la Corea del Nord viene sconvolta da una terribile carestia. È allora, nel vedere molti suoi connazionali morire di fame o sopravvivere a stento cibandosi di erba, insetti e corteccia d’albero, che Hyeonseo, appena diciassettenne, comincia a interrogarsi sulla reale natura del proprio paese e a dubitare delle verità confezionate dalla propaganda. Ed è allora che si accorge che al di là del confine, in Cina, poco lontano dalla sua casa di Hyesan, le luci non si spengono mai. E che forse, dall’altra parte del fiume ghiacciato, un’altra vita è possibile. Comincia così la storia di una rocambolesca fuga da una dittatura spietata e corrotta, una fuga che la porterà dapprima a vivere da illegale nella Cina del tumultuoso sviluppo economico, e in seguito a Seul, la capitale del Sud, dove riuscirà a condurre la sua famiglia dopo un avventuroso viaggio di oltre duemila chilometri attraverso il Sudest asiatico.
autori: Hyeonseo Lee, David John
traduzione: Stefania Cherchi
edizione: Mondadori, 2015
pagine: 350
TRAMA
Come tutti i bambini cresciuti nella Corea del Nord anche Hyeonseo Lee pensa, che il suo paese sia “il migliore del mondo”. È una “brava comunista”, studia le gesta leggendarie del Caro Leader Kim Il-sung, partecipa alle coreografie di massa organizzate dal Partito e crede che la Corea del Sud, l’acerrimo nemico, sia un paese poverissimo, pieno di senza-tetto, dove la gente muore per le strade e gli odiati yankee si divertono a prendere a calci bambini e disabili. Per lei, proveniente da una famiglia della classe media “leale” nei confronti del regime, le cose cambiano all’improvviso quando, nel 1994, la Corea del Nord viene sconvolta da una terribile carestia. È allora, nel vedere molti suoi connazionali morire di fame o sopravvivere a stento cibandosi di erba, insetti e corteccia d’albero, che Hyeonseo, appena diciassettenne, comincia a interrogarsi sulla reale natura del proprio paese e a dubitare delle verità confezionate dalla propaganda. Ed è allora che si accorge che al di là del confine, in Cina, poco lontano dalla sua casa di Hyesan, le luci non si spengono mai. E che forse, dall’altra parte del fiume ghiacciato, un’altra vita è possibile. Comincia così la storia di una rocambolesca fuga da una dittatura spietata e corrotta, una fuga che la porterà dapprima a vivere da illegale nella Cina del tumultuoso sviluppo economico, e in seguito a Seul, la capitale del Sud, dove riuscirà a condurre la sua famiglia dopo un avventuroso viaggio di oltre duemila chilometri attraverso il Sudest asiatico.
COSA NE PENSO
👉 Racconta molto bene la vita della classe più agiata in Corea del Nord, della quale fa parte la protagonista, descrivendone la quotidianità, lo stile di vita, il lavoro e il rapporto con la dittatura. Spiega bene la situazione di una popolazione la cui vita dipende dal “songbun”, uno status ereditario che dipende dal livello di fedeltà al governo della famiglia, che decreta la possibilità di vivere in città o campagna, l’accesso agli studi e ad alcuni tipi di lavoro e la qualità della vita stessa.
👉 Mi ha fatto molta chiarezza sulla situazione sociale della Corea del Nord che conoscevo solo superficialmente.
👉 Molto interessante anche il racconto degli anni trascorsi in Cina, dove mostra la vita dei profughi quelli dopo l’arrivo in Corea del Sud con la fatica ad integrarsi in un Paese così diverso.
👉 Dà molti spunti di riflessione sulle condizioni di vita di alcuni Paesi, dove le persone non hanno proprio il concetto di cosa siano i diritti umani, ma anche su quelle dei profughi che vivono divisi tra la paura di essere catturati e rispediti in patria e quella di finire in mano dei trafficanti.
👉 Lo consiglio a tutti coloro che vogliano saperne di un più su come si vive in Corea del Nord.
👉 Racconta molto bene la vita della classe più agiata in Corea del Nord, della quale fa parte la protagonista, descrivendone la quotidianità, lo stile di vita, il lavoro e il rapporto con la dittatura. Spiega bene la situazione di una popolazione la cui vita dipende dal “songbun”, uno status ereditario che dipende dal livello di fedeltà al governo della famiglia, che decreta la possibilità di vivere in città o campagna, l’accesso agli studi e ad alcuni tipi di lavoro e la qualità della vita stessa.
👉 Mi ha fatto molta chiarezza sulla situazione sociale della Corea del Nord che conoscevo solo superficialmente.
👉 Molto interessante anche il racconto degli anni trascorsi in Cina, dove mostra la vita dei profughi quelli dopo l’arrivo in Corea del Sud con la fatica ad integrarsi in un Paese così diverso.
👉 Dà molti spunti di riflessione sulle condizioni di vita di alcuni Paesi, dove le persone non hanno proprio il concetto di cosa siano i diritti umani, ma anche su quelle dei profughi che vivono divisi tra la paura di essere catturati e rispediti in patria e quella di finire in mano dei trafficanti.
👉 Lo consiglio a tutti coloro che vogliano saperne di un più su come si vive in Corea del Nord.

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